Vortici nel Mediterraneo

Cercano i neutrini e scoprono incredibili vortici nel Mediterraneo. Grazie a un progetto di ricerca sui neutrini (particelle subatomiche estremamente difficili da rilevare) dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) è stato possibile osservare per la prima volta nel Mediterraneo la presenza di catene di vortici marini alla profondità di oltre 3000 metri, grandi strutture d’acqua del diametro di circa 10 km, che si muovono alla velocità di pochi centimetri al secondo. La ricerca di NEMO Questa scoperta è stata fatta grazie alle misure oceanografiche svolte nell’ambito dell’esperimento NEMO (Neutrino Mediterranean Observatory), un progetto dell’INFN che prevede la realizzazione di un apparato strumentale per la rivelazione su fondali oceanici del passaggio di neutrini di alta energia provenienti dallo spazio profondo. (Come funziona NEMO e altri giganti rilevatori alla ricerca dell’infinitamente piccolo) Nelle profondità del Mediterraneo Per lo studio del sito più opportuno per la realizzazione di questo apparato, l’esperimento NEMO ha … Continue reading

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Il mistero del terremoto di Sumatra del 2012

Lo scorso 11 aprile 2012il mondo intero stette per alcuni minuti con il fiato sospeso, quando arrivò la notizia che un terremoto dell’8.6 della Scala Richter aveva colpito la zona di Sumatra. Un terremoto del genere, tra i più forti mai avvenuti in tempi storici, avrebbe dovuto causare uno tsunami di vaste proporzioni. Ed invece nulla di tutto ciò. Bastò un’analisi che richiese pochi minuti e si capì che il terremoto era stato causato da una frattura che si mosse in modo orizzontale e che i geologi chiamano “faglia trascorrente”, la quale non può originare un maremoto. Queste faglie infatti, muovono la crosta terrestre come se due mattoni vengono fatti scivolare l’uno rispetto all’altro (clicca sul disegno) e poiché uno tsunami richiede un movimento verticale del fondo oceanico affinché possano formarsi le onde, si capisce perché non vi fu alcun maremoto. Caso risolto? No, anzi. Seppur dimenticato dalle pagine dei … Continue reading

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La Porta per l’Inferno…

Esiste una porta per l’Inferno? Si e se vi capita di passare per il deserto del Karakum potreste anche andare a visitarla. Si trova a circa 260 km a nord di Ashgabat. Dal 1971 esiste un’area grande poco meno di un campo da calcio che forma una gigantesca depressione dove un fuoco brucia in continuazione e dove risulta impossibile tentare di spegnerlo. Per capire come si è aperta la “Porta per l’Inferno” guarda questo video: Guarda anche Il giro del mondo in10 buchi (fotogallery) e Il quasi inferno di Afar (fotogallery)

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Mettiamo tutta l’acqua della Terra in una sfera…

A molti sarà successo, trovandosi su una battigia, di porsi una domanda: se i mari della Terra coprono il 70% della sua superficie e che corrisponde a circa il 96,5% di tutta quella presente, quanta acqua c’è sul nostro pianeta? Per avere una risposta facilmente comprensibile a questa domanda, poniamocela in modo diverso: se prendessi tutta l’acqua che c’è nei mari (Oceani: quanto ne sai? fai il test), quella che c’è nei fiumi e nei laghi (I laghi più strani, guarda la gallery), quella esistente sotto forma di ghiaccio al Polo Nord e al Polo Sud, quella presente nell’atmosfera e in tutti gli esseri viventi e la ponessi in un contenitore sferico, che diametro dovrebbe avere quest’ultimo? Alla domanda ha dato una risposta il Geological Survey degli Stati Uniti: essa dovrebbe avere un diametro di 1.385, km poco più della lunghezza dell’Italia (vedi contronto nel disegno in alto). Sarebbe una … Continue reading

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Scoperto un coccodrillo di 9 metri. Viveva due milioni di anni fa

Terrificante. Solo così potrebbe essere descritto più grande coccodrillo mai scoperto. Poteva mangiarsi una persona con un sol boccone. “Era lungo 9 metri, almeno 2 m in più rispetto ai più grandi coccodrilli che vivono oggi”, spiega Christopher Brochu della Univeristy of Iowa che ha studiato i reperti fossili venuti alla luce in Africa orientale dove viveva tra 2 e 4 milioni di anni fa. “Assomigliava molto al coccodrillo del Nilo, che può raggiungere i 7 m, ma era non solo più lungo, ma anche molto più massiccio”, sottolinea il ricercatore. In ogni caso il coccodrillo del Nilo non deriva direttamente da quel coccodrillo, in quanto al momento non si è ancora capito da dove discenda l’attualke coccodrillo, ma certamente non è un “fossile vivente”, come molti dicono. Per fortuna a quel tempo l’homo sapiens non esisteva ancora, ma certamente gli ominidi che esistevano allora potevano finire nella sua spaventosa … Continue reading

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Il mistero delle Isole Aran è stato risolto (forse)

C’è un mistero che avvolge le tre isole di Aran, che si trovano al largo della costa occidentale irlandese (clicca sull’immagine qui a fianco). In prossimità delle sue coste vi sono dei giganteschi massi di cui nessuno, fino ad oggi, era riuscito a spiegare la loro messa in posto. Geologi e non si chiedevano: “Chi o cosa ha avuto quella gigantesca energia per posizionarli dove si trovano?”. Le rocce infatti, si trovano ben al di sopra del livello del mare da dove sono arrivate. Una di esse in particolare, pesa 78 tonnellate ed è stata spostata verso l’interno rispetto alla riva del mare di ben 12 m. Tralasciando le leggende che volevano l’opera quale risultato del lavoro di giganti o di extraterrestri, l’idea maggiormente sostenuta voleva che gli spostamenti dei grandi massi fosse da imputare a qualche gigantesco terremoto marino che doveva aver provocato uno spaventoso maremoto. Tuttavia non si … Continue reading

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Il declino degli uccelli italiani

Se gli uccelli selvatici sono in declino, a essere minacciata è la nostra stessa qualità di vita. E’ il messaggio forte che emerge dal primo rapporto “Uccelli comuni in Italia – Gli andamenti di popolazione dal 2000 al 2010” realizzata dalla LIPU-BirdLife Italia con la Rete rurale nazionale e il Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, e presentato a Comacchio nell’ambito della Po Delta Birdwatching Fair dal presidente LIPU Fulvio Mamone Capria, da Guido Tellini Florenzano e da Lorenzo Fornasari del coordinamento MITO 2000. Il rapporto rende noti i dati del progetto di monitoraggio Mito2000, realizzato nel decennio appena concluso, dal 2000 al 2010, su 99 specie di uccelli selvatici “comuni”. Il rapporto ha studiato diversi gruppi di specie a seconda dell’appartenenza all’habitat di riferimento: ad ognuno di questi è stato abbinato un indice di biodiversità, quali il Farmland Bird index (specie ambienti agricoli), Woodland Bird Index (specie ambienti … Continue reading

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Il video dell’antropocene

Dallo spazio il nostro pianeta sembra del tutto intonso, ma noi uomini che abitiamo la Terra sappiamo bene che non è così. E per ricordarci una volta di più che l’umanità ha trasformato il nostro pianeta l’antropologo Felix Pharand ha realizzato il video che potete vedere qui sotto, che mostra come l’uomo abbia illuminato gran parte del pianeta e come aerei, navi e treni disegnino collegamenti a non finire tra un punto e l’altro della Terra. E’ questo (insieme all’inquinamento del pianeta) che più di ogni altra cosa ha fatto si che gli antropologi abbiano voluto introdurre un nuovo periodo della storia della Terra, che è stato chiamato “antropocene” Il video è stato creato utilizzando i dati della Geospatial Intelligence Agency and Atmospheric Administration. Il tre per cento del pianeta è stato asfaltato, un’area grande quasi quanto l’India. Il 31 ottobre dello scorso anno alla Terra è stato aggiungo un … Continue reading

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Dallo spazio lo spessore del Polo Nord

Dopo quasi un anno e mezzo dall’inizio delle sue operazioni il satellite dell’Esa (Agenzia Spaziale Europea) Cryosat ha permesso di ottenere la prima mappa della variazione dello spessore dei ghiacci artici di un intera stagione invernale. Nel giugno del 2011 vennero mostrate al pubblico le variazioni di spessore dei ghiacci di gennaio e febbraio di quell’anno. Ora la variazione riguarda l’intera stagione invernale 2010-2011. E’ la prima mappa del genere con una simile risoluzione mai ottenuta prima d’ora. Per ottenere tale carta il satellite ha utilizzato una tecnica di per sé molto semplice, ma che per ottenere risultati di elevata precisione deve essere molto precisa e sofisticata. Si tratta di inviare segnali radar sulla superficie del ghiaccio e misurare il tempo di andata e ritorno di questi ultimi. Conoscendo alla perfezione la posizione del satellite è possibile stabilire la quota del ghiaccio polare. Generalmente il ghiaccio invernale ha uno spessore … Continue reading

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Il mistero delle San Bernardino Mountains

Ad ovest della San Bernardino Mountains, vicino all’autostrada che va da Los Angeles a Las Vegas, i geologi hanno recentemente scoperto un vero e proprio mistero: rocce colossali si trovano accavallate una sull’altra in un equilibrio precario e questo proprio vicino alla Faglia di San Andreas. “Il mistero non è tanto il modo con il quale si sono posizionate queste rocce – ha spiegato Lisa Grant Ludwig, una ricercatrice della University of California che ha portato alla ribalta lo strano fenomeno – bensì il fatto che esse rimangano in quella posizione pur essendo estremamente vicino alla faglia più attiva del pianeta”. Rocce in equilibrio realmente precario sono conosciute in molte aree della Terra, tant’è che per loro è stata coniata un’apposita definizione, “Precariously Balanced Rocks” o PBRs. La loro origine è legata a varie forze naturali, che vanno dai processi geologici che le hanno plasmate ai fenomeni meteorologici che le … Continue reading

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