Il laser per studiare le “puzze” delle mucche e mitigare l’effetto serra

Le mucche sono peggio delle auto. Secondo uno studio delle Nazioni Unite intitolato L’ombra lunga delle mucche (Livestock’s Long Shadow), effettuato nel 2006, gli animali di allevamento rappresentano una delle minacce più concrete per il pianeta, perché contribuiscono in modo massiccio all’effetto serra. Venivano identificati come uno dei mali peggiori, responsabile per il 18 per cento delle emissioni di gas serra: più delle automobili, degli aeroplani, o di qualsiasi altra forma di trasporto messi insieme. La produzione di cibo per nutrirle, il trasporto, la pulizia e lo smaltimento delle deiezioni, producono da sole il 9 per cento delle emissioni di anidride carbonica. Flatulenze anti ecologiche Ma le mucche hanno anche un altro, enorme problema: emettono gas intestinali. E questi gas contengono metano, un gas che ha un forte effetto riscaldante a livello dell’atmosfera, 20 volte di più dell’anidride carbonica. A livello globale, i ruminanti producono circa 80 milioni di tonnellate … Continue reading

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La Kinect? Uno strumento prezioso contro l’autismo

I bambini autistici sono 1 su 110. Non guariranno mai. Ma se curati e seguiti posso migliorare decisamente e condurre vite normali. La Kinnect potrebbe rivelarsi uno strumento prezioso: potrebbe essere utilizzata per fare una diagnosi precoce e anticipare gli interventi di aiuto. La sta sperimentando l’Insitute of child development di Minneapolis per riconoscere i primi segni di problemi comportamentali. I sintomi dell’autismo sono molto sottili e non facilmente individuabili. Recentemente vengono utilizzati video che riprendono i bambini mentre giocano, e di cui poi vengono analizzati minuziosamente i fotogrammi alla ricerca di indizi. Si tratta però di un processo lungo, che richiede molto tempo e persone competenti. L’automazione, con l’aiuto del computer, potrebbe renderlo più veloce. Ma una macchina può sostituirsi a un medico? Per scoprirlo, i ricercatori dell’Insitute for child development hanno messo nelle sale degli asili  cinque Kinect, dotate di videocamera a doppio sensore di profondità. Gli apparecchi … Continue reading

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Spettegolare di sè su Facebook? E’ come fare sesso

E’ inutile stupirsi se a volte sembra che i nostri amici raccontino un po’ troppo i fatti loro su Facebook e Twitter,. Risale infatti al 2010 uno studio effettuato dalla Rutgers University del New Jersey che conferma che l’80 per cento degli utenti (detti Me-formers) scrivono post che riguardano le esperienze più intime. Vengono pubblicati sui social network per sottolineare la propria identità.. Pochi invece li usano per condividere informazioni (gli In-formers). E se riteniamo che le persone che parlano solo di sè siano noiose, siamo in buona compagnia: lo studio ha infatti scoperto che gli In-formers hanno molti più amici dei Me-formers, e hanno molte più interazioni con loro. Perché allora la gente continua a mettere in piazza i propri affari? Una nuova ricerca del Dipartimento di psicologia dell’Università di Harvard rivela che fornire informazioni su se stessi fornisce un piacere paragonabile al cibo, al sesso, al procurarsi denaro: sono … Continue reading

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Nanocomputer più vicini con un nuovo materiale:il silicene

E’ silicio, ma ridotto a uno strato spesso appena un atomo. Il nuovo materiale, che si chiama silicene, promette di competere con il grafene: ha infatti le stesse proprietà e potrebbe essere utilizzato al suo posto nelle strumentazioni elettroniche. Il silicene è composto da fogli monoatomici di atomi di silicio, invece che di carbonio (come nel grafene), disposti in maglie esagonali. Ha però degli ulteriori vantaggi. La sua produzione è meno costosa, è risulta più compatibile con gli altri moduli basati sul silicio. Potrebbe quindi permettere la creazione di dispositivi ulteriormente miniaturizzati. Il silicene insomma consente di superare i limiti della legge di Moore e in particolare i mal funzionamenti che si verificano a dimensioni ridotte. Inoltre il silicene reagisce in modo diverso rispetto al grafene: gli elettroni si dispongono con differenti livelli di energia e quando l’energia elettrica viene applicata agiscono naturalmente come un interruttore on-off. ll foglio di silicene è … Continue reading

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Le nuove miniere si trovano nello spazio: sono gli asteroidi

Le risorse sulla Terra stanno rapidamente diminuendo e il fenomeno diventerà sempre più evidente quando Cina e India avranno portato l’intera popolazione a godere di standard di vita occidentali. Già adesso i Paesi, in particolare gli Usa e la Cina, hanno forti competizioni per l’accaparramento delle materie prime. Dove andare a cercarle? Nello spazio. E’ la risposta di un gruppo di milionari americani che hanno deciso di fondare una impresa, la Planetary resources che ha l’obbiettivo di recuperare prima di tutto oro, platino, iridio alluminio, nickel, ferro e acqua. Cattureranno asteroidi e li faranno a pezzi per estrarre i materiali preziosi. Gli asteroidi sono la materia prima del nostro sistema solare. Molti si trovano nella fascia di Kuiper , oltre l’orbita di Nettuno, ma la maggior parte orbitano tra Marte e Giove, ad una distanza compresa tra 2 e 4 UA (Unità astronomiche: la distanza tra la Terra e il Sole), in una regione conosciuta … Continue reading

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L’oro formato nano: un soldato all’assalto del cancro

Nano particelle d’oro: sono lo strumento che permetterà di agire con precisione matematica contro il cancro. Un gruppo di ricerca della Stanford University ha trovato infatti la soluzione a uno dei maggiori ostacoli alle cure di questa malattia. Quando si cerca di eliminare un tumore, le cellule cancerose devono essere totalmente rimosse, se si vuole evitare una risorgenza. Per questo in genere si rimuove una parte di tessuto più abbondante del necessario. Questa operazione diventa estremamente delicata nel cervello, la cui complessa struttura non ammette errori né tantomeno l’asportazione di parti che possono avere un ruolo fondamentale. E lo è in particolare nei casi di glioblastoma, che colpisce una persona su 100.000 in Europa ed è particolarmente maligno, perché forma delle protuberanze fliformi che si infiltrano nei tessuti sani. Le nano particelle d’oro vengono utilizzate da diverso tempo: agiscono come truppe d’assalto, aiutando a definire in contorni del cancro. Il … Continue reading

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Il vetro che non si appanna, non riflette, brilla, non ha la superficie liscia ma piena di protuberanze high tech

L’invenzione promette di essere molto interessante, e di cambiare almeno un aspetto della vita: si tratta di un vetro che può essere usato sulle finestre, sugli schermi del cellulare e del computer, sugli obiettivi i macchine fotografiche e videocamere, oppure sull’automobile. La sua proprietà? Non lo si deve pulire, non ha fastidiosi riflessi e resta per sempre lucido, trasparente, impeccabile. E soprattutto non si appanna. Le gocce di pioggia vengono letteralmente respinte, e non lasciano traccia. Per ottenere questo risultato i ricercatori dell’Mit che lo hanno messo a punto hanno fatto in modo che la sua superficie fosse diversa a quella del normale vetro: non è superliscia, come ci si potrebbe aspettare, ma ha milioni di protuberanze. E’ coperta infatti da nano coni che hanno uno spessore100 mila volte più piccolo di un capello. Questa struttura è stata copiata dalla superficie delle foglie di loto. E’ apparentemente molto fragile, ma … Continue reading

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Il cellulare? Lo costruisco con il fai da te

La sfida non è da poco: trasformare un dispositivo high tech, costoso e molto richiesto, che prevede una produzione di massa e un mercato altissimo, in un oggetto che esce dalla grande industria per entrare nella cantina e nel garage, viene prodotto in piccole quantità e per di più con la pratica del fai da te. E’ stata raccolta da un gruppo dell’ Mit High Low tech group, che ha prodotto un prototipo di telefono cellulare. L’aspetto è quello di un apparecchio degli anni Novanta, di quelli che riempivano la mano, lo stile, provocatoriamente, ecologista: il case è in legno, tagliato con il laser. Ma è perfettamente funzionante, e chiunque lo può riprodurre, perché le spiegazioni sono opensource. Il kit prevede una scheda circuito, un’antenna. Anche lo schermo è un po’ retrò: 160×128 pixels, ma riceve chiamate e le può inviare. Per gli sms è ancora presto, ma è perfettamente … Continue reading

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Disinnescare la guerra, prevedendo le mosse al computer

La guerra non è sempre solo questione di numero di armi o di soldati. Per vincere una battaglia ogni esercito ha imparato a trovare strategie più complesse, che permettono di agire in modo più efficace. Un tempo si analizzava per esempio il terreno, la posizione rispetto al sole, le previsioni del tempo, la consistenza dei nemici, o il morale delle truppe. E’ partire da elementi come questi che negli anni Novanta sono stati costruiti  modelli di data mining da interpretare in modo più rapido e preciso, grazie ai computer. Uno di questi è il Tactical, numerical, deterministic model messo a punto dal Dupuy Institute un istituto di ricerche storiche americano. Le guerre moderne però non sono quelle di una volta, e accade sempre meno che si confrontino due battaglioni avversari. Negli ultimi decenni le situazioni di conflitto si sono sempre basate sulla guerriglia, una situazione più imprevedibile, perché non è … Continue reading

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L’occhio bionico è già realtà

La vista è indubbiamente una delle frontiere più estreme nella ricostruzione artificiale degli organi. L’occhio umano infatti è una meraviglia biologica, uno dei punti più alti dell’evoluzione e ha una complessità e una perfezione non facilmente imitabili. Fino a poco tempo fa non è stato possibile riprodurre le sue funzioni, mentre gli impianti di cuore, reni, parti dell’orecchio sono ormai pratiche diffuse, Negli ultimi anni però sono stati raggiunti risultati importanti, L’ultimo arrivato è un dispositivo bionico messo a punto dal Monash Vision Group dell’Università Monash in Australia. E’ uno strumento che rende realtà il concetto di cyborg, perché dialoga direttamente con il cervello. L’occhio consiste in una piccola telecamera, montata su un paio di occhiali, che agisce al posto della retina. Un microcomputer raccoglie le informazioni via wireless e le converte in segnali che vengono inviati a un microchip inserito nel cervello. A questo punto un impianto corticale multiplo … Continue reading

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