Un’orchestra di…computer

Il palco è quello di sempre. L’orchestra è ordinatamente composta a semicerchio davanti al direttore. Quello che manca sono i violini, i flauti, le grancasse e le tube, insomma, i classici strumenti. Ogni musicista infatti ha davanti a se un computer, dal quale escono armonie nuove.
Si tratta di una Laptop Orchestra, un’orchestra completamente elettronica. La prima, la Princeton laptop Orchestra, è stata creata nel 2005 nell’ambito dell’università. Ma l’idea ha preso subito piede. Nel 2007 è nata la Stanford laptop Orchestra e ora se ne contano molte altre tra le quali: Seattle Laptop Orchestra, Laptoporchester di Berlino, Moscow Cyberorchestra, Unknown devices di Londra, Tokyo Laptop Orchestra, Helsinki Computer Orchestra e la Italian laptop orchestra di Milano .
Questi ensemble musicali in genere non stravolgono il modello tradizionale: ogni musicista, o forse dovremmo dire operatore, emula uno strumento tradizionale e può suonare sia musica da camera che jam sessions jazz. Oppure può trasformare radicalmente il suono emesso secondo lo stile elettronico, con l’aiuto di keyboards, tavolette grafiche, sensori che permettono il controllo fine della vibrazione. Ogni computer è dotato di uno speaker multidirezionale, in modo da dare la sensazione, come nelle orchestre normali, che ogni strumento abbia una voce.
A volte, insieme agli operatori, suonano anche veri musicisti, in una combinazione che punta a esplorare nuovi modi di fare performance ampliando i confini classici della musica e della sua percezione.