Arduino: l’elettronica alla portata di tutti

Non siete periti elettronici, e neppure informatici, non avete particolari doti pratiche e maneggiate giusto il cacciavite. Eppure anche con queste caratteristiche potreste creare un sensore di luminosità per accendere la luce in giardino appena arriva il crepuscolo, oppure un pedale per effetti speciali per la chitarra elettrica, o se siete ecologisti un “naso” che vi avverte quando sono presenti gas come metano, formaldeide e altri inquinanti, un etilometro da casa per verificare, prima di uscire dalla serata con gli amici, se la prova del palloncino potrebbe mettervi nei guai, o ancora, una tastiera per citofono dove invece di numeri e nomi, si scelgono i colori.

Tecno fai da te
In effetti non è una proposta di semplice fai da te, ma qualcosa , questo si, di più complicato: si tratta infatti di applicazioni proprie dell’ubiquitous computing, ovvero l’uso della tecnologia dei computer rimpicciolita, spezzettata, semplificata e adattata ai mille oggetti che ci circondano, semplici come l’interruttore della luce, o più complicati come il sensore di odori.
Teorizzato per anni da designer, ingegneri, informatici, è diventato una realtà alla portata di tutti (anche i non esperti appunto) nel 2005, quando Massimo Banzi, allora docente all’Interaction Design Institute di Ivrea, per far esercitare i propri allievi mette a punto un microcontrollore che doveva aiutarli a costruire dei prototipi elettronici, per controllare le funzioni di oggetti quotidiani, e per programmarle facilmente.
Nasce così Arduino (ne abbiamo parlato anche qui), un oggetto che all’apparenza è molto più semplice di quello che promette. Si tratta infatti di una scheda, delle dimensioni di una carta di credito, che si programma in base a istruzioni semplicissime (e dunque non è necessario saper programmare), ma in compenso può essere utilizzata per una infinità di scopi.
Il circuito stampato integra un minicomputer, connesso a dei piedini che possono aprire o chiudere delle porte, e ha una porta usb per parlare con il computer. Una volta collegato, presenta delle semplici istruzioni, che già consentono di utilizzarlo per esempio come timer, o per pilotare un elicottero giocattolo. È sufficiente copiare la riga di codice che interessa, metterla al posto indicato, per ottenere quello che si desidera. Se c’è bisogno di aiuto basta consultare il manuale .

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Arduino si compera con circa 25 euro, ma proprio perché è un oggetto semplice, se si ha qualche riminiscenza del corso di applicazioni tecniche, lo si può “programmare” anche da soli. Arduino infatti è un progetto totalmente open source: ciascuno è autorizzato a copiarlo, ripeterlo e modificarlo. E open source sono anche i programmi necessari a farlo funzionare. Un progetto gratuito da volontariato? Per nulla: Arduino, diventato all’inizio un oggetto di culto per hacker, è infatti anche un modello di business ormai apprezzato in tutto il mondo
Tanto che è uscito dai laboratori per arrivare alle Università e nelle realtà più istituzionali. Il17 febbraio 2012 aprono a Torino le Officine Arduino un incubatore” di idee , dove schede ed esperienze vengono messe a disposizione di studenti e interessati per sviluppare nuovi prodotti. Le Officine richiedono anche nuovi talenti, per esempio web master e programmatori php o ingegneri elettronici che siano in grado di contribuire (per lavoro) alla costruzione della più promettente piattaforma di open hardware.