Atlas, un disco volante naturale

Atlas, uno dei tanti piccoli satelliti naturali di Saturno, fu scoperto nel 1980 nelle immagini riprese dalla sonda Voyager, in cui appariva come un puntino luminoso in movimento rispetto alle stelle fisse. Quando pensiamo ali satelliti dei giganti gassosi, siamo abituati alle grandi lune rotonde, come Europa, Ganimede, Enceladus o Titano, ma la maggior parte dei satelliti di questi pianeti sono in realtà molto diversi. Si tratta per lo più di oggetti di piccole dimensioni, di qualche decina di chilometri in diametro, ma non per questo sono meno intriganti o importanti. Non solo possono essere oggetti davvero stranissimi, su cui si manifestano fenomeni che non avvengono da nessuna altra parte nel Sistema Solare, ma capire la loro origine non è facile, e questo può dirci molto non solo riguardo al loro passato, ma anche al passato e all’evoluzione del nostro sistema planetario. Atlas è un ottimo esempio di questo. Dopo … Continue reading

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Svelati i segreti di Vesta

La sonda Dawn (Alba) della NASA, è in orbita intorno a Vesta dallo scorso luglio e, grazie all’enorme mole di dati che ha raccolto finora ci ha permesso di carpire molti dei segreti che circondavano questo piccolo corpo planetario. Vesta, come dimensioni (poco più di 500 km di diametro), è il secondo asteroide della Fascia Principale e può essere considerato un fossile risalente all’epoca della formazione dei pianeti, un vero e proprio protopianeta che non ha avuto la possibilità di accrescersi ulteriormente per diventare un corpo delle dimensioni di Marte o della Terra. La sua superficie è adesso considerata come una delle più varie e complesse che conosciamo, e con una struttura del tutto particolare. In pratica, Vesta più che un asteroide può essere considerato un oggetto simile ad un piccolo pianeta o alla nostra Luna. Adesso abbiamo la conferma che Vesta è un oggetto differenziato come i pianeti maggiori, … Continue reading

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Tranquilli, il mondo non finirà nel 2012

Ulteriore duro colpo ai profeti di sventura: trovato un antico e ancora sconosciuto calendario Maya che sposta in avanti le lancette della ipotetica fine dei tempi. Si è parlato e si continua a parlare molto del fatto che, secondo le previsioni di un calendario Maya, il mondo dovrebbe finire il 21 dicembre 2012, ma adesso una recente scoperta archeologica dimostra che il calendario Maya non finisce quest’anno, ma continua ad andare avanti (guarda anche le 5 fini del mondo mai avverate). Nel corso di uno scavo del sito archeologico di Xultun nella regione di Peten (Guatemala) sono state scoperte delle registrazioni astronomiche risalenti al IX secolo dC, si tratta delle più antiche finora conosciute. I numeri che sono tabulati tracciano il moto della Luna e sembrano anche avere delle  relazioni con le orbite di Marte e Venere, e, buona notizia per chi ci crede, non prevedono che il mondo finirà … Continue reading

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I buchi neri supermassicci, un efficace anticoncezionale stellare

Una survey di remote galassie effettuata con l’osservatorio spaziale per l’infrarosso dell’ESA Herschel ha dimostrato che i buchi neri più massicci nell’Universo primordiale erano in grado di limitare la formazione di stelle nelle galassie di cui erano ospiti. Questa scoperta rappresenta un importante contributo alla nostra comprensione di una delle fasi più dibattute dell’evoluzione delle galassie. Le prime galassie, nella storia dell’Universo, hanno iniziato a formarsi qualche centinaio di milioni di anni dopo il Big Bang, poco più di 13 miliardi di anni fa. A quell’epoca, le galassie erano molto diverse da quelle che si osservano oggi nell’Universo locale, e nel corso del loro processo di formazione producevano stelle a un ritmo impressionante e gli enormi buchi neri supermassicci che risiedevano nel loro nucleo erano eccezionalmente attivi nel processo di accrescimento della materia circostante. Che i buchi neri supermassicci (SMBH- Super-Massive Black Hole) potessero ostacolare la formazione di nuove stelle … Continue reading

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La prima luce da una super-Terra

C’è luce su un pianeta alieno. La super-Terra 55 Cancri e, che dista 41 anni luce dal nostro pianeta e presenta rocce e acqua in superficie, emette luce all’infrarosso. Rilevata dal telescopio Spitzer. 55 Cancri è una stella doppia distante da noi circa 41 anni luce. Le dimensioni di 55 Cancri A, la maggiore del sistema, sono appena inferiori di quelle del Sole, mentre la seconda componente, 55 Cancri B, è una nana rossa. Le due stelle sono separate da oltre 1.000 unità astronomiche (circa 150 miliardi di km). A tutt’oggi, si conoscono ben 5 pianeti che orbitano attorno a 55 Cancri A: due di questi hanno una massa simile a quella di Giove, altri due pari alla metà di quella di Saturno, mentre il più interno (dista solo 2,4 milioni di km dalla stella, attorno a cui compie un’orbita in meno di 18 ore), denominato 55 Cancri e, viene … Continue reading

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Un disco di polveri di quarzo attorno ad una stella simile al Sole

Un team di astronomi giapponesi, guidato da Hideaki Fujiwara, ha scoperto una stella di sequenza principale che è circondata da un disco di polvere di quarzo. Continue collisioni di planetesimi, corpi di piccole dimensioni alla base della formazione dei pianeti, hanno prodotto questo spesso anello intorno a questa lontana stella. Grazie alle osservazioni fatte con i due telescopi spaziali per radiazione infrarossa AKARI e Spitzer, questo sistema stellare, scoperto di recente, potrebbe aprire nuove porte verso una migliore comprensione dei processi di formazione planetaria e aiutarci a studiare la natura mineralogica di lontani sistemi extrasolari. Dal 1995, anno della scoperta di 51 Pegasi b, il primo pianeta in orbita intorno ad un’altra stella, ne sono stati scoperti più di 700 e oltre 2.000 sono attualmente classificati come candidati e la loro esistenza deve essere verificata. L’origine e l’evoluzione dei pianeti è attualmente uno dei campi di ricerca più caldi dell’astronomia … Continue reading

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Il bizzarro anello F di Saturno

Di tutti i meravigliosi anelli di Saturno, il sottile e tenue anello F, con i suoi quasi 900.000 km di diametro, è il più esterno e il più dinamico. La sua struttura è in continua evoluzione a causa di pieghe e increspature di andamento ondulatorio causate dalle influenze gravitazionali di due piccole lune, i cosiddetti “satelliti pastori” Prometheus e Pandora, che orbitano appena fuori e all’interno dell’anello. Ma ad agitare e a perturbare l’altrimenti impeccabile circonferenza, causandovi sbuffi luminosi a forma di uncino, battezzati mini-jet, è il bombardamento occasionale da parte di piccoli oggetti di qualche centinaio di metri di dimensioni che vagano lentamente, a circa 2 m/s, nei dintorni dell’anello, andando talvolta a urtarne i bordi. A seguito di queste collisioni, le particelle di ghiaccio che formano l’anello vengono trascinate via, lasciando una scia lunga tra qualche decina e oltre 200 km. Analizzando con cura le circa 20.000 immagini … Continue reading

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Sarà questa la fine del Sistema Solare?

Un equipe di astronomi dell’Università di Warwick (Coventry, UK), ha utilizzato le formidabili potenzialità del telescopio spaziale Hubble per determinare la composizione delle atmosfere di quattro stelle nane bianche individuate durante una una survey di 80 di questi oggetti situati a meno si 100 anni luce da noi. La sorpresa è stata nel constatare che la maggior parte del materiale che circonda questi resti di stelle di tipo solare che hanno terminato il loro ciclo evolutivo è costituito dagli elementi di cui è formato il nostro sistema planetario: ossigeno, magnesio, silicio e ferro. L’insieme di questi elementi forma circa il 93% della Terra. Non solo: le tracce di carbonio, al contrario, sono risultate assai scarse. In proporzione, in quantità paragonabile a quella dello stesso elemento sul nostro pianeta. Ed è in assoluto la prima volta che una percentuale così ridotta di carbonio viene rilevata nell’atmosfera polverosa delle nane bianche. Si … Continue reading

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Buco nero colto in flagrante mentre “fagocita” una stella

Un gruppo di astronomi coordinati da Suvi Gezari della Johns Hopkins University (Baltimora, USA) ha osservato una stella mentre veniva “divorata” da un buco nero supermassiccio ospitato nel nucleo di una remota galassia distante da noi circa 2,7 miliardi di anni luce. (vedi VIDEO a fondo pagina) L’energia rilasciata da questo drammatico evento è stata tale da poter essere osservata ad una distanza del genere. Naturalmente, non è stata vista la stella direttamente, ma sono stati registrati gli effetti di quel raro evento e per la prima volta si è potuto ottenere informazioni sulla stella, ovvero la sua massa, il suo stato evolutivo e in quanto tempo è stata fagocitata. (Foto, curiosità e altri video sui buchi neri) Il buco nero risulta essere circa 3 milioni di volte più massiccio del Sole, dunque con una massa pari a quello presente nelle zone centrali della Via Lattea. Nei nuclei di molte … Continue reading

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Anatomia di una galassia

La galassia Sombrero (M 104 o NGC 4594) rappresenta uno splendido esempio di galassia a spirale di classe SAa. Si trova in direzione della costellazione della Vergine ad una distanza di circa 29,5 milioni di anni luce. La sua vista di taglio con la sua banda oscura l’ha resa famosa ed è un oggetto privilegiato nella fotografia astronomica amatoriale. Adesso, delle immagini infrarosse ottenute dal telescopio orbitante per radiazione infrarossa Spitzer mostrano che la struttura di questa bellissima galassia è un pò diversa da quanto finora pensato. Attorno al disco, che mostra una struttura duale, è presente un vasto alone di forma ellittica. Prima che queste immagini fossero disponibili, M 104 era considerata una galassia a spirale dove l’elemento principale era costituito dal disco di stelle, gas e polveri. I rivelatori di Spitzer mostrano la luce infrarossa emessa dalle stelle alla lunghezza d’onda  di 3,5 e 4,6 micron in colore … Continue reading

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