Una nube di plasma originata da una tempesta solare dovrebbe colpire la Terra alle la notte tra il 21 e il 22 setttembre. Rischi? Nessuno. Genererà splendide aurore e tutt’al più potrebbe creare problemi ai satelliti in orbita attorno al nostro pianeta. Niente rischi per gli astronauti nella ISS. E anche i rischi di black out sono remoti.
Il video mostra tutte le sei espulsioni di massa coronale verificatesi tra il 18 e il 19 settembre scorsi. NASA/ESA/SOHO
I brillamenti solari sono immani esplosioni, indotte dai campi magnetici, che si verificano sulla superficie (fotosfera) della nostra stella in modo particolare durante i periodi di attività . Questi fenomeni sono spesso associati all’emissione di grandi quantità di particelle cariche ad altissima velocità , le cosiddette Coronal Mass Ejection (CME; eiezione di massa coronale), anche se non è ancora chiara la loro relazione causale. Le CME sono i fenomeni più potenti ed energetici che si possono osservare nel Sistema Solare. Si tratta dell’espulsione di enormi nubi di plasma, costituito principalmente da elettroni e protoni, ma anche da piccole quantità di elio, ossigeno e ferro, che vengono accelerate dal campo magnetico della corona solare e immesse nello spazio interplanetario. La maggior parte delle CME hanno origine nelle regioni più attive della superficie del Sole, come i gruppi di macchie solari. In prossimità del periodo di massima attività solare, possono esserne rilasciate anche 3 al giorno, mentre nel periodo di minimo la media è di 1 ogni 5 giorni. Ciò che però ha stupito è che tra il 18 ed il 19 settembre, se ne sono verificate 6 in sole 24 ore!
Una di queste CME, dovrebbe colpire la Terra alle la notte tra il 21 e il 22 di questo mese, generando delle splendide aurore e nella speranza che non crei problemi ai numerosi satelliti in orbita attorno al nostro pianeta.
Che cosa succede?
Per decine di anni, il meccanismo all’origine di questi fenomeni super-energetici è stato un mistero, ma adesso, grazie ai grandi ai grandi passi fatti nello studio del Sole, ottenuti specialmente con i dati raccolti dagli osservatori spaziali SOHO, STEREO e SDO, è stato possibile comprendere la loro origine. Il fenomeno alla base di queste vere e proprie esplosioni è chiamato “riconnessione magneticaâ€, in cui si ha un ri-arrangiamento delle linee di forza del campo magnetico quando due campi magnetici di polarità opposta si avvicinano l’uno all’altro. Questo “assestamento magnetico†è accompagnato da un improvviso rilascio di energia.
Velocissime
Le CME possono raggiungere velocità che vanno da 20 sino a 3.200 km/s con una velocità media di quasi 500 km/s. La massa media della materia che viene espulsa da questi fenomeni è di poco inferiore ai 2 miliardi di tonnellate. Si tratta comunque di limiti bassi, in quanto finora queste misure erano fatte su immagini bidimensionali. Adesso, grazie alla missione STEREO, possiamo osservare le CME in 3D, da entrambi i lati del Sole, capendo così anche la loro profondità e distribuzione nello spazio.
Serie di emissioni di massa coronale verificatesi tra il 4 e l’8 settembre scorsi. NASA/ESA/SOHO



