In arrivo una cometa potenzialmente eccezionale

Lo scorso 24 settembre è stata annunciata la scoperta di una nuova cometa. Non si tratta di un evento eccezionale, in quanto ogni anno si scoprono decine di questi oggetti che provengono dalla periferia del Sistema Solare, la stragrande maggioranza dei quali non è visibile ad occhio nudo.
L’eccezionalità di questa scoperta potrebbe però risiedere nel fatto che questa cometa, denominata C/2012 S1 ISON potrebbe raggiungere una luminosità tale da renderla visibile anche di giorno.

Immagine della cometa C/2012 S1 ISON, indicata dai due trattini, un giorno circa dopo la sua scoperta.

Attualmente, la cometa ISON si trova oltre l’orbita di Giove e si sta dirigendo verso un incontro molto ravvicinato con il nostro Sole previsto per il prossimo anno. Infatti, nel novembre del 2013 transiterà a meno di 1,8 milioni di km dalla superficie solare. L’enorme riscaldamento che subirà durante il passaggio al perielio (minima distanza dal Sole) potrebbe farla diventare un oggetto luminosissimo visibile anche a occhio nudo, forse anche di giorno. Sarà visibile nell’emisfero boreale ed il suo massimo di luminosità dovrebbe perdurare per almeno un paio di mesi.
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L’orbita della cometa ISON (in celeste) e la sua posizione lo scorso 25 settembre (in alto a sinistra). (NASA/JPL)

Ma la cometa ISON potrebbe anche deluderci, come ha fatto recentemente la cometa Elenin, la quale, scoperta nel dicembre 2010, secondo le previsioni sarebbe dovuta diventare visibile ad occhio nudo, ma che una ventina di giorni prima di passare al perielio si disgregò in una miriade di frammenti.

La cometa ISON – che prende il suo nome dall’acronimo di International Scientific Optical Network, una rete di telescopi di cui fa parte quello da 40 cm di apertura dell’osservatorio di Kislovodsk (Russia) a nord del Caucaso – è probabilmente un “nuovo arrivo” proveniente dalla Nube di Oort, il che significa questo potrebbe essere il suo primo incontro con il Sole. Se così fosse, con la sua struttura formata da polveri e ghiacci ancora intatti, non essendo mai stata veramente sottoposta a stress termici e gravitazionali, come la Elenin, potrebbe anche disgregarsi settimane o mesi prima di raggiungere il Sole. Nessuno al momento può ancora capire la consistenza di questo oggetto.
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La cometa McNaught, apparsa nel 2006-2007, è stata la cometa più brillante degli ultimi 40 anni. La cometa ISON, se non si disintegrerà transitando vicino al Sole potrebbe apparire ancora più brillante nella seconda metà del prossimo anno. (ESO)

Tutto quindi è possibile. Non c’è dubbio che la cometa ISON sarà tenuta sotto stretta sorveglianza. Poiché è ancora così lontana, ne sapremo di più tra qualche mese.
Se sopravviverà al passaggio ravvicinato con il Sole, la cometa ISON nel gennaio 2014 transiterà alla minima distanza dalla Terra di circa 60 milioni di km.